Abbiamo analizzato in un precedente articolo, le strategie di comunicazione messe in atto da un colosso mondiale del video streaming come Netflix.

Oggi vedremo invece come comunica online una piattaforma dedicata alla distribuzione di contenuti in streaming altrettanto famosa, ma del settore musicale: Spotify (facciamo riferimento alle strategie progettate e messe in atto per il mercato del web italiano).

Punto di partenza non potevano che essere i canali social in cui è presente Spotify (nei primi paragrafi analizzeremo i due più seguiti dai fan) ma è importante anche analizzare la politica aziendale che determina ogni azione online.

Facebook: informazione ed interazione

Il social network per definizione non può di certo mancare in qualsiasi strategia di comunicazione, e quella di Spotify non fa di certo eccezione.

Facebook viene sfruttato non solo per informare (attraverso post che sponsorizzano nuove playlist o celebrano compleanni di artisti e ricorrenze particolari), ma anche per interagire con i fan, invitandoli a condividere le loro canzoni preferite o i loro intensi ricordi legati a brani… in questa maniera si intensifica il traffico sul canale e la notorietà del brand aumenta.

Instagram: migliaia di visualizzazioni grazie agli utenti

Instagram, oltre a proporre gli stessi post elencati al punto precedente, inserisce, grazie all’utilizzo delle “stories”, contenuti interessanti e di rapida fruizione per gli utenti: brevi interviste (chiaramente con la musica come filo conduttore) ad artisti famosi che attraverso le loro risposte spingono i fruitori ad andare a scoprire nuove canzoni sulla piattaforma.

Altro aspetto non da sottovalutare la possibilità data a qualsiasi utente di Spotify di condividere sul proprio profilo Instagram la canzone che sta ascoltando in qualunque momento, o di inserirla come colonna sonora della propria “story”, in questa maniera riescono a sponsorizzare il proprio servizio… facendo lavorare gli utenti! 😂

La politica aziendale “freemium”

Con una visione più ampia rispetto ai soli social network non si può fare a meno di osservare la politica aziendale portata avanti da Spotify. Aspetto che più salta all’occhio è la tipologia di software messo a disposizione su pc, tablet o smartphone: freemium, ovvero che propone una versione a pagamento e una gratuita che consente comunque di usufruire del servizio con alcune limitazioni (numero contingentato di passaggi alla canzone successiva) e l’inserimento di spot pubblicitari (per nulla invasivi e in molti casi che sponsorizzano l’acquisto della versione premium di Spotify stesso).

Come la maggior parte dei servizi di streaming propone abbonamenti su base mensile, e con i recenti aggiornamenti è possibile condividere l’account fino ad un massimo di sei utenti: aspetto che, permettendo di contenere le spese, convince sempre più persone ad acquistarlo.

Questa è la strategia comunicativa (e più ad ampio raggio) messa in atto online da un colosso come Spotify…

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